Arturo Martini

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Biografia breve di Arturo Martini

Arturo Martini (Treviso 1889 - Milano 1947) è stato uno scultore italiano del XIX secolo. Nasce a Treviso nel 1889, muore a Milano nel 1947; scultore. Vicino prima a «Valori Plastici», poi alla poetica degli artisti di Novecento, espone al loro fianco nelle principali mostre organizzate dal gruppo in Italia e all'estero, nel corso degli anni Venti. Presente alle Quadriennali romane, alle Biennali veneziane e alle Triennali milanesi, Arturo Martini è sicuramente la voce piů alta della scultura dal 1920 al 1940, per la capacità di sintesi e la tensione drammatica con cui sa rivisitare la tradizione, evocando un'umanità astorica e primitiva, nel segno di quello spirito arcaicizzante che gli artisti dell'epoca sentono congeniale. Fin dal 1923, accanto alla produzione di piccole e medie dimensioni, inizia a cimentarsi nella scultura monumentale, eseguendo il monumento ai Caduti di Vado Ligure e i grandi bassorilievi per il monumento ai Pionieri italiani in America (inaugurato a Worcester, Massachusetts, nel 1929). Nel 1933 partecipa, con esito negativo, al concorso per il monumento al Duca d'Aosta, di cui rimangono una serie di bozzetti (parte a Trieste, presso il Museo Revoltella, parte a Venezia, proprietà della Cassa di Risparmio), ed esegue il Pegaso per il palazzo delle Poste di Savona. Altre opere grandiose vengono eseguite negli anni 1934-35: con Achille Funi partecipa, con il Cristo re, alla decorazione dell'omonima chiesa piacentiniana; seguono seguono l'Athena e la Vittoria, rispettivamente per l'Università di Roma e il palazzo delle Poste di Napoli. In seguito si dirà che Arturo Martini è scultore meno felice quando si trova alle prese con le grandi dimensioni e i soggetti imposti dalla committenza pubblica; se è vero che il dinamismo e la tensione vanno in parte perduti, che si acquista in levigata freddezzae in fissità, è anche vero che la qualità della sua scultura non conosce mai le cadute che contraddistinguono le piú impacciate prove di molti colleghi. Dal 1936 è presente, accanto ai principali artisti dell'epoca, ai lavori per la decorazione del palazzo di Giustizia di Milano con l'altorilievo Giustizia corporativa. Del 1938 è la Fondazione dell'ospedale del Perdono, con il gruppo degli Sforza; mentre tra il 1941 e il 1942 sono da collocarsi gli altorilievi per l'Arengario (L'Editto di Costantino, Sant'Ambrogio, Il carroccio, Gli Sforza, San Carlo Borroneo).

FONTE: ANNITRENTA

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