Cesare Maccari

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Biografia breve di Cesare Maccari

Cesare Maccari (Siena 1840 - Roma 1919) è stato un pittore italiano del XIX secolo. Nato a Siena nel 1840, morto a Roma il 7 aprile 1919. Nel 1855 entrò nell'Áccademia Senese diretta allora da Luigi Mussini. Esordì nel 1865 all'Esposizione di Roma col quadro Fabiola, che fu acquistato dal cav. Alessandro Saracini per la città di Siena. L'anno dopo vinse il premio del Concorso Biringucci con Gli ultimi momenti della vita di Lorenzo il Magnifico. Nel 1867 si recò a Roma, indi a Venezia per studiare le opere dei grandi maestri. Tornato nuovamente nella Capitale, per commissione di Vittorio Emanuele II affrescò nella Reale Cappella del Sudario, raffigurando nella volta la Gloria dei Cingue Beati della Casa Sabauda, sui fregi le le Allegorie delle Virtù, nel Presbiterio della cappella l'Incontro di San Francesco di Sales col venerabile Ancina innanzi alla chiesa di Carmagnola e Sant'Anselmo che al Concilio di Bari parla con enfasi dell'Incarnazione dello Spirito Santo, presente Urbano II. Tale lavoro procurò all'artista gloria ed onori e una meritata agiatezza, e in una lettera diretta a Luigi Mussini, così scrive di lui il senatore Borghesi: « Il Maccari gode qui una reputazione grandissima... per lui la Scuola senese è salita sempre più in alta rinomanza ». Riportò la vittoria nel concorso per le pitture del Senato e destarono unanime ammirazione gli affreschi: Appio Claudio il Cieco che si fa accompagnare in Senanato per combattere le proposte tendenziose di Pirro; Cicerone irrompente contro Catilina; Scene dell'invasione devastatrice dei Galli di Brenno; Curio Dentato; Partenza di Attilio Regolo. L'aula nella quale egli lavorò fu chiamata poi Sala Maccari. Dal 1873 al 1879 cercò d'ispirarsi alla vita sociale, ai romanzi e ai tipi orientali, ma poi tornò alla pittura sacra, attenendosi alle forme degli immortali maestri del Rinascimento. Per la marchesa Cassibile di Messina eseguì il quadro d'altare La Pietà, e nel 1880 all'Esposizione di Torino comparve con La Deposizione di Papa Silverio, ora nel Museo Civico di quella città. Negli anni 1886-87-88 affrescò: nella chiesa della Consolazione in Genova; dipinse la Cappella Franci a Siena e due scomparti della sala dedicata alla memoria del Primo Re d'Italia, nella sua, città nativa, raffigurandovi: Plebiscito di Roma e Funerali di Vittorio Emanuele II. Sul finire del 1888 iniziò i lavori a fresco nella cupola della Basilica di Loreto, opera monumentale, ala quale è soprattutto legata la sua fama, inaugurata il 16 aprile 1895, e nella quale figurano tutte Le gerarchie degli Angeli, dei Beati, delle Vergini, dei Profeti, dei Martiri, degli Apostoli e dei Patriarchi che intonano alla Vergine le litanie lauretane. Nel 1909, colpito da paralisi, dovette abbandonare ogni attività pittorica e lasciare incompiute le decorazioni nel Palazzo di Giustizia a Roma. Fu artista di gran merito e in ogni suo lavoro variava nella forma e nello stile, tanto s'immedesimava nel soggetto. Si ricordano ancora altre sue opere: Vittoria Colonna che medita sulle poesie di Michelangelo; Un palpito del passato; Sira che sacrifica la propria vita per la padrona; Rebecca al pozzo, acquistata dal marchee Pieri-Nerli; La deposizione della croce: Amore che incorona le tre Grazie, tempera conservata in Quirinale.

FONTE: A.M. COMANDUCCI

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